Perchè voto NO, anche se non appartengo alla “casta”

Posted by | Settembre 15, 2020 | Note di me | No Comments

Al referendum del 20/21 settembre per la riduzione del numero dei parlamentari voto NO perchè:

  • questo taglio viene presentato come l’avvio di un nuovo ciclo di riforme che, invece, secondo l’accordo di governo sottoscritto un anno fa dovevano procedere insieme, a cominciare dalla riforma della legge elettorale, utile ad assicurare il miglior funzionamento del Parlamento rimpicciolito, dire in anticipo ai cittadini come lo eleggeranno e, soprattutto, se avranno la possibilità di scegliere i propri rappresentanti oppure ci penseranno le segreterie dei partiti. E allora: se non vengono rispettati accordi già sottoscritti, come potranno essere rispettate delle semplici promesse dell’ultim’ora?
  • con un Parlamento rimpicciolito, la distanza tra elettore ed eletti aumenterà (ogni eletto uscirà da un collegio elettorale più grande di oggi per estensione e per numero di abitanti), il che è già di per sè indice di un peggioramento della rappresentanza! Se è vero che i parlamentari rappresentano la Nazione e non i particolarismi territoriali (per cui ci sono le assemblee elettive comunali e regionali), resta altrettanto vero che il legame tra gli eletti e i cittadini che li eleggono si indebolisce ulteriormente, con i primi che si sentiranno ancora più liberi di non rendere conto del proprio operato al collegio/circoscrizione che li ha portati in Parlamento: anche NO!
  • con un Parlamento rimpicciolito, la corsa ad assicurarsi un posto da parlamentare diventerà ancora più feroce (e la fila è lunga, lunghissima: parte dai Comuni, passa per le aree metropolitane, approda ai consigli regionali, alle assemblee di partito ai vari livelli, e via elencando). A prescindere dal fatto che gli elettori potranno o meno avere la possibilità di scegliere il proprio rappresentante tra una rosa di nomi, la composizione delle liste non le decideranno comunque loro, ma le segreterie dei partiti. E allora la domanda è: nella composizione di liste in cui diminuiscono i posti a parità di (tanti) pretendenti, prevarrà più facilmente il criterio della passione e della competenza o quello della fedeltà alla segreteria del partito? A pensare male si fa peccato, ma ci s’azzecca, diceva quel tale… Nel dubbio, preferisco non rimpicciolire il Parlamento!

Si dice che:

  • votare SI è un modo per far ripartire le riforme istituzionali, mentre con il NO ci si mette sopra una pietra tombale: FALSO! Basta ricordare che lo stesso argomento si usò non più tardi di 4 anni fa all’epoca della riforma Renzi. Allora vinse il NO, la riforma non passò ed oggi, dopo nemmeno 4 anni, ci ritroviamo ad una nuova consultazione referendaria per approvare o meno una riforma costituzionale. Il che dice che i processi riformatori non li fanno i referendum, ma la volontà politica delle forze che siedono in Parlamento! Votando NO semplicemente si respinge una proposta di riforma, in questo caso un taglio indiscriminato della rappresentanza parlamentare;
  • votare SI è un modo per ridurre i costi della politica: VERO e FALSO! Sulla carta VERO perchè vengono meno indennità e sussidi di 315 parlamentari con un risparmio che pure non si capisce a quanto ammonti realmente, ma che le stime che circolano quantificano in poche decine di milioni l’anno, cifra risibile rispetto al debito dello stato che cresce allegramente, senza grosse preoccupazioni della ‘ggente. Riporto qui un contributo di Cottarelli, già commissario governativo per il contenimento della spesa pubblica:

Cottarelli sui risparmi del taglio dei parlamentari.

FALSO perchè simili, minimi risparmi la politica se li riprende quando vuole, ad esempio (notizia uscita qualche giorno fa, anche se poco pubblicizzata) promuovendo un concorso per nuovi addetti parlamentari: e che bisogno c’è se il Parlamento rimpicciolisce?

  • votare SI riporta il Parlamento ad una dimensione più in linea con quello di altri Paesi occidentali: VERO, però sia consentito chiedere: perchè il Parlamento deve diminuire quando contemporaneamente aumenta la popolazione votante (perchè si sta discutendo in commissione parlamentare di abbassare a 18 anni – GIUSTAMENTE! – l’età di voto per il Senato, ferma a 25 anni). La rappresentanza non dovrebbe tenere conto anche nei numeri della base elettorale nel suo complesso?
  • votare SI riduce comunque il numero dei “fannulloni” e degli “assenteisti”: FALSO! E’ una tesi non dimostrabile, basata su una semplice inferenza probabilistica. Lo dico con la battuta, più seria di quanto non sembri, di Luca Bizzarri:

Sarebbe come dire che per diminuire il numero dei cretini che parcheggiano in seconda fila o sugli stalli dei diversamente abili basta tagliare il numero delle patenti! Magari… e comunque mai fidarsi della semplice probabilità, c’è sempre in agguato la legge di Murphy: meglio la matematica!

Insomma NO, anche NO.

Vorrei essere rappresentato MEGLIO, non MENO.

E vorrei scegliere CHI mi rappresenta. E se questo fa il fannullone o si lascia corrompere, vorrei che al prossimo giro nessuno lo scelga più, vada a casa e torni a lavorare. Ma tutto questo con il SI non c’è, perciò voto NO!